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Palermo, Mirri ricorda Alessia: “Ha insegnato a tutti cosa significhi avere coraggio”

di Rosario Carraffa

Una città intera stretta nel dolore, ma anche nell’orgoglio di aver conosciuto una bambina capace di lasciare un segno profondo nel cuore di tutti. Allo stadio Stadio "Renzo Barbera", durante la camera ardente della piccola Alessia, il presidente del Palermo FC, Dario Mirri, ha parlato ai giornalisti presenti con la voce rotta dall’emozione. Parole semplici, ma cariche di significato, quelle del numero uno rosanero, che ha voluto raccontare il vuoto lasciato dalla bambina e l’enorme forza dimostrata negli ultimi mesi, e co quanto raccolto da TuttoPalermo.net: "É complicato dire qualcosa, perché l’ordine naturale delle cose dovrebbe essere un altro: prima andiamo via noi, poi i bambini. Qui invece è stata sovvertita la natura”, ha dichiarato Mirri. “La città sta dimostrando tutto quello che Alessia riusciva a trasmettere e spero continui a vivere nei nostri cuori”.

Il presidente del Palermo ha poi ricordato il coraggio con cui Alessia affrontava ogni giorno la malattia, trasformando il suo sorriso in un simbolo di speranza per migliaia di persone: "Ci ha lasciato una grande lezione di dignità e coraggio. La chiamavano guerriera perché guardava in faccia la morte senza abbassare mai lo sguardo. Era una bambina enorme”, ha aggiunto Mirri. “Spero che tutti i palermitani possano prendere esempio da lei per capire cosa significhi davvero essere palermitani”.

Attorno alla figura di Alessia, nelle ultime ore, si è raccolta non soltanto Palermo, ma tutto il mondo del calcio siciliano. Un aspetto che Mirri ha voluto sottolineare con particolare emozione, soffermandosi sul clima di rispetto e fratellanza vissuto al Barbera: "Qui si va oltre il tifo. Alessia era tifosa del Palermo, ma avrebbe potuto esserlo anche del Catania”, ha spiegato. “Spesso gli ultras vengono raccontati in un certo modo, ma sono uomini, donne e bambini capaci di rispetto. Oggi stanno arrivando anche tanti tifosi del Catania e questo dice già tutto. In momenti come questi i colori non esistono”.

Una scena che ha colpito profondamente i presenti: sciarpe rosanero accanto a quelle rossazzurre, lacrime, applausi e silenzi pieni di commozione per una bambina che, senza volerlo, è riuscita a unire una città e persino due tifoserie storicamente rivali.

Infine, il pensiero rivolto al ricordo che Alessia continuerà a lasciare dentro Palermo e nel cuore del club rosanero: "La ricorderemo sempre. Saremo tutti presenti ai funerali e attendiamo l’ok per poter giocare con il lutto al braccio”, ha concluso Mirri. “Ma la cosa più importante è che il suo esempio non venga dimenticato”.

Nel giorno dell’addio, Palermo si è fermata per Alessia. E nel silenzio del Barbera, tra occhi lucidi e bandiere abbassate, il messaggio più forte è arrivato proprio dalla sua storia: il coraggio può essere immenso anche nel cuore di una bambina.


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