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Allenarsi senza acqua? L’errore che rovina le prestazioni

di Rosario Carraffa

L’idratazione rappresenta uno dei pilastri fondamentali della prestazione sportiva, spesso sottovalutato rispetto ad allenamento e alimentazione. Eppure, l’acqua non è un semplice “accompagnamento”: è il nutriente essenziale per eccellenza, indispensabile per il corretto funzionamento dell’organismo e per sostenere qualsiasi tipo di attività fisica.

Il ruolo centrale dell’acqua nell’organismo

L’acqua costituisce circa il 60% del peso corporeo e svolge funzioni vitali imprescindibili. Regola la temperatura corporea, soprattutto durante l’esercizio, quando il corpo produce calore e deve dissiparlo attraverso la sudorazione. Agisce inoltre come mezzo di trasporto per nutrienti come glucosio, aminoacidi, vitamine e sali minerali, consentendo alle cellule di ricevere ciò di cui hanno bisogno. Partecipa alle reazioni metaboliche, facilita l’eliminazione delle scorie e svolge una funzione lubrificante, proteggendo articolazioni e tessuti.

Idratazione e performance sportiva

Durante attività intense, come kick boxing, krav maga o allenamenti ad alta intensità, la perdita di liquidi può diventare significativa. In condizioni particolarmente impegnative, un atleta può perdere anche diversi litri di sudore all’ora. Tuttavia, la capacità di assorbimento intestinale dei liquidi è limitata: generalmente si aggira intorno a 0,8–1,2 litri all’ora, a seconda delle condizioni individuali e della composizione della bevanda, come approfondito anche su TuttoPalermo.net. Questo significa che non è possibile compensare completamente le perdite durante lo sforzo: diventa quindi fondamentale iniziare l’attività già in uno stato di buona idratazione e mantenere un apporto costante di liquidi.

Bere prima, durante e dopo l’attività

Una strategia efficace si basa su tre momenti chiave:

Prima dell’attività: assumere circa 400–600 ml nelle ore precedenti aiuta a partire in condizioni ottimali.

Durante l’attività: è consigliabile bere a piccoli sorsi (150–250 ml ogni 15–20 minuti), senza aspettare lo stimolo della sete.

Dopo l’attività: è necessario reintegrare i liquidi persi, assumendo circa 1,2–1,5 litri per ogni chilogrammo di peso corporeo perso.

È importante ricordare che la sete non rappresenta sempre un indicatore affidabile durante l’esercizio: lo sforzo fisico può attenuarne la percezione, aumentando il rischio di disidratazione.

Acqua o bevande sportive?

Per attività inferiori a un’ora, l’acqua è generalmente sufficiente: è facilmente assorbibile ed efficace nel mantenere l’equilibrio idrico. Quando invece l’esercizio supera i 60–90 minuti, oppure si svolge in condizioni di caldo intenso e forte sudorazione, le bevande sportive possono offrire un supporto aggiuntivo. La presenza di sodio e carboidrati favorisce infatti un assorbimento più rapido dei liquidi, contribuisce al reintegro degli elettroliti e aiuta a sostenere i livelli energetici. Resta comunque importante non abusarne, soprattutto nelle attività leggere o di breve durata.

Conclusione

Una corretta idratazione non è solo una questione di benessere, ma un vero fattore di performance. Bere in modo adeguato prima, durante e dopo l’attività consente di migliorare la resistenza, ridurre il rischio di infortuni e favorire il recupero. In definitiva, anticipare i bisogni del corpo è fondamentale: perché nello sport, come nella vita quotidiana, l’acqua non migliora la performance — la rende possibile.


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