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Palermo, Avv. De Martino: "Non rispettate scritture private tra Di Piazza e Mirri"

di Claudio Puccio
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Tony Di Piazza
Tony Di Piazza
© foto di Rosario Carraffa/TuttoPalermo.net

L'avvocato dell'ormai ex vicepresidente rosanero Tony Di Piazza, De Martino, è stato intervistato dal Giornale di Sicilia ecco quanto evidenziato da TuttoPalermo.net: "Di Piazza e Mirri? Due persone squisite, così come il padre di Mirri. Con loro ho avuto rapporti cordialissimi. Sinceramente non avrei mai immaginato lo scenario che si è verificato, perché all’inizio erano tutti completamente d’accordo. Di Piazza ci teneva a dare un contributo alla sua terra d’origine, ma, da New York, non poteva avere la gestione quotidiana della Società, per lui quindi Mirri era l’ideale. Inoltre Mirri aveva un background perfetto per il Palermo. Io e gli avvocati Maggio e Mazzarella ci siamo impegnati veramente tanto in vista della costituzione della Società, perché l’operazione è nata pochi giorni prima del bando. Nonostante la signorilità da ambo i lati, avevo percepito che qualcosa stava per allontanare le due parti. Piccole scelte, come quella relativa allo sponsor tecnico, che è stata comunicata solamente a cose fatte. Ho ascoltato la conferenza stampa del Presidente Mirri e non mi aspettavo che sminuisse così le figure di Paparesta e Di Piazza. A mio parere ci vorrebbe più riconoscenza. Era previsto che sulle scelte più importanti, nella Società ci fosse un’intesa unanime. C’è una scrittura privata risalente a luglio con la quale le parti avevano convenuto tutti questi accordi. Questa scrittura privata sanciva inoltre l’ingresso di Di Piazza in Hera Hora, perché è con questo accordo che si è impegnato a versare ciò che ha versato. Era previsto un ruolo operativo per Paparesta, era previsto che nelle decisioni più importanti ci fosse un accordo tra tutti ed era descritto anche il ruolo di Sagramola, con un tetto di spesa oltrepassato il quale si sarebbe dovuto passare dal CdA. La scrittura privata però non cessa di avere efficacia, semplicemente è un altro accordo, precedente allo statuto e non derogato da quest’ultimo. Circa il tema dell’unanimità, le parti ne avevano a lungo discusso e, attesa anche l’urgenza, avevano deciso di affrontarlo al momento del conferimento delle deleghe all’amministratore delegato. Così non è però stato fatto".